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Nel Decreto della Sacra Congregazione per il culto divino per la emanazione del Rito della Confermazione è scritto: “Il dono particolare dello Spirito Santo, promesso da Cristo Signore ed effuso nel giorno di Pentecoste sugli apostoli, fu dagli stessi apostoli e dai vescovi loro successori trasmesso a tutti i battezzati per mezzo del sacramento della Confermazione. Questo sacramento perfeziona l’iniziazione cristiana e fa sì che i fedeli rinvigoriti da una forza che viene dall’alto, diventino nelle parole e nei fatti, veri testimoni di Cristo, e con vincolo più stretto si stringano alla Chiesa”( 28.3.10971).C’è tutto, ma…

Sacra Scrittura

Una prima testimonianza di questo sacramento appare negli Atti degli apostoli. Vi si narra che il diacono Filippo, uno dei sette uomini “pieni di Spirito santo e di saggezza”, era sceso in una città della Samaria per predicare la buona novella.

“E le folle prestavano ascolto unanimi alle parole di Filippo sentendolo parlare e vedendo i miracoli che egli compiva… Quando cominciarono a credere a Filippo, che recava la buona novella del Regno di Dio e del nome di Gesù Cristo, uomini e donne si facevano battezzare… frattando gli apostoli, a Gerusalemme seppero che la Samaria aveva accolto la Parola di Dio, e vi inviarono Pietro e Giovanni. Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito santo; non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito santo”(At 8, 6- 17).

Questo rito veniva considerato come un complemento del Battesimo.

“La Confermazione, scrive Giovanni Paolo II, completa il Battesimo, perfeziona il cristiano rendendolo simile a Cristo.

Gli apostoli lo ritengono talmente importante che Pietro e Giovanni sono mandati espressamente da Gerusalemme, in Samaria per questo scopo.

nche Paolo ad Efeso l’amministrò a 12 uomini seguaci di Giovanni Battista: dopo averli battezzati li cresimò: non appena Paolo “ebbe imposto loro le mani, scese su di essi lo Spirito Santo e parlavano in lingue e profetizzavano” (cfr.At 19, 1-8).

Istituzione.Non si hanno certezze circa l’istituzione della Cresima da parte di Gesù. Per alcuni teologi l’istituzione risale all’ultima Cena, quando Gesù parlò a lungo dello Spirito Santo (Gv 16,5-15).Per altri fu prefigurato quando Gesù impose le mani sui bambini (Mt 19,13), mentre nell’ultima Cena lo fondò più chiaramente, istruendo gli apostoli affinché la amministrassero dopo la Pentecoste.

Battesimo- Cresima.Se il Battesimo, scrive san Tommaso d’Aquino, è il sacramento della nascita, c’è anche quello della crescita che è la santa Cresima, sacramento per eccellenza dello Spirito Santo, sacramento della pienezza dello Spirito santo, come ben scrive Tommaso d’Aquino. Dopo essere “rinati”, veniamo”corroborati”.Possiamo anche dire che mentre il Battesimo è il Sacramento della partenza, la Cresima è il Sacramento del cammino spirituale.

E perché possiamo camminare più speditamente lo Spirito santo ci elargisce i suoi doni: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio: essi sono per l’anima come i remi per la barca, come i pedali per la bicicletta.E per camminare più gioiosamente ci viene infuso il frutto dello Spirito che è amore, gioia, pace, comprensione, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5, 22).Lo Spirito diventa la nostra guida, la nostra luce, il nostro dolce ospite, la nostra forza: ci rende liberi e forti.Mentre il Battesimo è dire no al peccato, la cresima è dire si a Dio, un si vitale, che riguarda ogni giorno della nostra esistenza.Lo Spirito vi viene dato perché il nostro essere cristiano sia illuminato e fortificato.

Il termine.Il termine Confermazione è stato utilizzato per la prima volta durante il Concilio di Riez, località al Sud della Francia, nel 439.Mille anni dopo il Concilio di Firenze definì la Confermazione un Sacramento in cui lo Spirito santo viene “dato per irrobustire”, e disse anche che la materia è il crisma ottenuto con olio e balsamo.Il Concilio di Trento, poi, affermò contro i Riformatori, che la Confermazione era un vero e proprio sacramento e che era stato istituito da Cristo.

Effetti della Cresima. Cfr. CCC 1303, 1309.Essa perfeziona, rafforza, completa, rende stabile la grazia battesimale (cfr CCC 1285);In essa siamo arricchiti da una forza particolare dello Spirito santo” (CCC 1285).

Rafforza! Di quanta forza hanno bisogno gli uomini d’oggi per combattere gli assalti, le insidie, le seduzioni del mondo!Quanto coraggio e costanza nella lotta contro lo spirito del male, che cinge d’assedio chi vive sulla terra!Gesù ci assicura: “ Avrete forza dallo Spirito santo che scenderà su di voi”( At 1,8; cfr Lc 24,49).

San Paolo scrive che lo Spirito santo viene a rivestirci di tutta “l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo e restare in piedi dopo aver superate tutte le prove”(Ef 6,11);

Rende più saldo il nostro legame con la Chiesa: “Vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo, e in questo modo più strettamente obbligati a diffondere con la parola e con l’opera la fede come veri testimoni di Cristo”(LG 11; Rito, Premessa 2);“Ci rende partecipi dell’ufficio profetico, regale e sacerdotale di Cristo” (LG 31);Ci radica più profondamente nella filiazione divina, grazie alla quale possiamo dire: “Abbà, -Padre” (Gal 4,6).

Con la cresima non solo si dice no al peccato, come abbiamo fatto nel Battesimo, ma ci impegniamo a vivere nella carità, in una adesione totale a Cristo, a vivere la stessa vita di Cristo, conformandosi al suo amore verso il Padre e verso i fratelli;Ci incorpora più saldamente a Cristo;Ci rende perfetti cristiani, adulti nella fede.

Imposizione delle mani.Torniamo al libro degli Atti degli Apostoli : “Imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo”.Questa imposizione delle mani, ricordata anche dalla lettera agli Ebrei: “…della dottrina dei battesimi, dell’imposizione della mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno” (Eb 6, 2.4)— l’autore sta trattando dei primi elementi della formazione cristiana—veniva considerata dalla Tradizione cattolica come la prima origine della Confermazione, che scrive Paolo VI, rende, in qualche modo, perenne nella Chiesa, la grazia della Pentecoste” (Paolo VI, Costituzione apostolica, Divinae Consortium naturae, 1971).

Nei riti della Chiesa latina era sempre prescritta la imposizione della mani prima di ungere i cresimandi.

Olio profumato (Crisma).Ben presto alla imposizione delle mani venne aggiunta una unzione di olio profumato (crisma) per meglio esprimere il dono dello Spirito santo.

Il Crisma simboleggia l’afflato dello Spirito santo che procede dal Padre e dal Figlio.Tale rito nella Chiesa era comunemente praticato fin dal secondo secolo, come è attestato dalla “Tradizione apostolica” di Ippolito Romano (circa anno 250).

Dopo il battesimo i candidati uscivano dalla fonte e venivano unti prima dai sacerdoti con la formula:”Ti ungo con l’olio santo nel nome di Gesù Cristo”, e poi dal Vescovo che, prima imponeva le mani sui candidati pregando, poi li ungeva sul capo con l’olio consacrato dicendo: “Ti ungo con l’olio santo di Dio, Padre Onnipotente, e Cristo Gesù e lo Spirito santo”. Verso la fine del IV secolo s. Ambrogio nel “De Mysteriis scrive: “ Ora, dopo il Battesimo, siete andati dal Vescovo. Considerando l’unzione che ne è seguita, non si è trattato forse di ciò di cui parla Davide: “ E’ come olio prezioso sul capo, che scorre lungo la barba, lungo la barba di Aronne… Avete ricevuto il sigillo spirituale… Dio Padre vi ha toccato, Cristo vi ha confermato e lo Spirito ha posto il suo sigillo nel vostro cuore”.Il vescovo poi toccava la fronte di ogni candidato e gli dava un bacio di pace.Questa prima descrizione della confermazione è molto simile a quanto accade oggi.

Nel nono secolo Rabanus Maurus, arcivescovo di Magonza, fa riferimento a due unzioni ricevute dal cristiano dopo il Battesimo. La prima sul capo del candidato, era compiuta dal sacerdote, la seconda, sulla fronte dal Vescovo. La prima Crismazione simboleggia la discesa dello Spirito Sano a consacrare un degno dimorare in Dio, mentre la seconda conferisce la settupla grazia dello Spirito Santo all’uomo con tutta la pienezza della santità. Nella seconda Crismazione, la Confermazione, lo Spirito Santo scende sul cristiano per colmarlo di doni celesti, per rafforzarlo con la grazia affinché possa testimoniare Cristo senza paura di fronte ai re e ai regnanti di questo mondo e annunciarlo con voce libera( De Clericorum Institutione, Lib I, cap. 30).

L’imposizione delle mani e unzione della fronte, erano già praticati presso il popolo ebraico per indicare una piena disponibilità al servizio di Dio e dei fratelli e la donazione dello Spirito (cfr. Deut 34, 9; Is 61,1).Il CRISTIANO, dunque, seguace di Cristo è colui che viene “unto”, come lo è stato Cristo stesso che “Dio consacrò (ha unto) in Spirito santo” (At 10,38). “Christos”, cioè “Unto”.Questa unzione è rimasta in uso fino ai nostri giorni, sia in Occidente che in Oriente con una differenza che in Occidente viene unta solo la fronte, mentre in Oriente anche in altre parti del corpo e precisamente occhi, narici, orecchie, piedi, il dorso, il petto.

Crismazione.In Oriente il vocabolo è Crismazione, unzione con il Crisma, chiamato Mjron.Scrive il grande teologo Cabasillas: Nell’atto di essere unti con il divinissimo Miron, viene il Paraclito” ( N. Cabasillas, La vita in Cristo).

Lo stesso teologo scrive che lo Spirito porta a chi lo riceve i seguenti doni: pietà, preghiera, amore, sobrietà e altri doni utili alla salvezza.

Vari significati.Il segno dell’Unzione sia nella Bibbia che nella cultura antica presenta una grande ricchezza di significati.

L’olio è segno di abbondanza ( Dt 11, 14ss) di gioia, (Sal 23,5), di esultanza (Eb 1,9);

purifica (unzione prima e dopo il bagno), rende forti e agili (unzione degli atleti e dei lottatori);è segno di guarigione poiché cura le contusioni e le piaghe ( Is 1, 6; Lc 10, 34, il buon Samaritano);rende luminosi di bellezza, “l’olio che fa brillare il volto dell’uomo” (Sal 104,145), dà salute e forza nella lotta contro i nemici spirituali.

Formula liturgica.In Occidente: “Ricevi il SIGILLO dello Spirito santo che ti è dato in dono”.In Oriente: “ SIGILLO del dono dello Spirito Santo”.

Formule antichissime l’una e l’altra.

La Confermazione pone un sigillo sul Battesimo, così come la Pentecoste completa la Pasqua.

Il SIGILLO, da sempre, è simbolo della persona:”Mettimi come sigillo nel tuo cuore” (Ct 8,6);segno della sua autorità “ Il Faraone si tolse l’anello di mano e lo pose sulla mano di Giuseppe” (Gn 41,42).Si imprimeva il sigillo, “marchio”, del padrone sugli schiavi, sui soldati, sul bestiame;autenticava un atto giuridico: ”Stesi il documento del contratto, lo sigillai…” (Gr 32,10), o un documento: “Leggilo!”, ma quegli risponde: “non posso perché è sigillato” (Is 29,11).Questo sigillo viene a segnare, sigillare, la nostra totale appartenenza a Cristo, il nostro essere al suo servizio per sempre, “E’ Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo, e ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori” (2 Cor 1,22) e ci ha conferito l’incarico di portare a tutti il lieto annuncio del Vangelo.

Ricevendo questo sigillo riceviamo anche una stupenda promessa nella prova escatologica: “ Vidi un angelo che aveva il sigillo del Dio vivente. E gridò: “Non devastate né la terra, né il mare, né le piante finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi servi” (cfr. Ap 7,2-3).E in Ap 9,4:”E fu detto di danneggiare soltanto gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte”.Ascoltiamo ora Ezechiele, 9,46.

Nota.Il crisma è consacrato dal Vescovo il Giovedì santo durante la Messa crismale per tutte le parrocchie della Diocesi.“Non un semplice unguento, scrive Cirillo di Gerusalemme, ma, consacrato con l’invocazione della Chiesa, opera efficacemente”

Preparazione.Spetta al popolo di Dio, ed è suo grande impegno, preparare i battezzati a ricevere il sacramento della confermazione…

Spetta soprattutto ai genitori preoccuparsi della iniziazione dei propri figli alla vita sacramentale con l’aiuto della comnità parrocchiale.“Senza una lunga e seria preparazione, ha detto Giovanni Paolo II, si rischia di ridurre il sacramento a pura formalità o puro rito esterno, o anche di perdere di vista l’aspetto sacramentale essenziale, insistendo, unilateralmente sull’impegno morale” (Giovanni Paolo II). Accenna anche all’età ma non si pronuncia. Invita invece a preparare bene i futuri cresimandi.

Il nostro Sinodo, pag. 70, “ribadisce che anche per quanto riguarda l’iniziazione cristiana dei fanciulli è necessario superare il concetto e la struttura di corso di preparazione ai sacramenti: questi, infatti, sono tappe nell’itinerario di formazione permanente alla vita cristiana e non la conclusione del corso”.

Rito.Dopo l’Omelia, è bene amministrare la cresima durante la Celebrazione eucaristica, che si augura particolarmente solenne, curata e partecipata, il Vescovo guida la rinnovazione delle promesse battesimali, la professione di fede dei cresimandi, stende poi le mani per invocare dal Padre la discesa dello Spirito Santo: spirito di sapienza e di intelletto, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di scienza e di pietà, e prega che vengano riempiti del santo timor di Dio.

Segna, poi, ognuno dei cresimandi con il sacro Crisma sulla fronte dicendo :”Ricevi il Sigillo dello Spirito santo che ti è dato in dono”.Ognuno dei cresimandi risponde “Amen”, che vuol dire “Accolgo”. Accolgo, così come lo hanno accolto gli apostoli. E’ come dire: desidero pensare, operare e vivere secondo lo Spirito di verità.Lo “schiaffetto” che il Vescovo da al cresimando, potrebbe significare che il cresimato è diventato forte, “Miles Christi”? Soldato di Cristo?Tale termine è usato per la prima volta da un certo Fausto, già abate di Lerins, e vescovo di Riez, località del sud della Francia, durante la seconda metà del V secolo, in una sua omelia che influenzò fortemente la successiva teologia medievale della Confermazione.

Ma non è forse più esatto asserire che, giacché il Vescovo lo accompagna con “La pace sia con te”, che il cresimato assume l’impegno di vivere in pace con il vescovo e con tutta la Chiesa lì riunita?

Ministro. Cfr codice diritto canonico, can 882,883,884.Ministro originario è il Vescovo (LG 26), il quale, per gravi motivi, può concedere la facoltà ad altri sacerdoti, come prescrive il codice di diritto canonico can 884,2.

Perché solo i vescovi? Perché, come successori degli apostoli, hanno la pienezza del sacramento dell’Ordine. (cfr Rito della confermazione, 7).

Domanda: Se uno è in pericolo di morte? Allora anche un presbitero può amministrare la cresima perché la Chiesa vuole che nessuno dei suoi figli, anche se in tenerissima età, esca da questo mondo senza essere stato reso perfetto dallo Spirito Santo mediante il dono della pienezza di Cristo (cfr canoni. 882-883). Scrive infatti San Tommaso d’Aquino:che mentre il Battesimo è necessario per la salvezza, la Confermazione è necessaria per la perfezione della salvezza.

Padrini/Madrine.Hanno il compito di accompagnare il proprio figlioccio a ricevere la Cresima e ad aiutarlo poi ad osservare fedelmente le promesse del battesimo, corrispondendo all’azione dello Spirito Santo ricevuto in dono dal sacramento” (Rito, 5).

Il nostro Sinodo, pag. 71, invita a porre maggiore attenzione al ruolo dei padrini e delle madrine, proponendo loro un cammino di formazione che li renda consapevoli del significato del loro compito .. invita, altresì, a proporre e attuare opportune catechesi ai genitori ed infine invita i parroci ad attenersi scrupolosamente a quanto previsto dal diritto canonico (cfr canoni 892, 893).

Certo questo fatto dei padrini preoccupa e tanto. E’ forse è più conveniente abolirli? Non credo sia un bene, ma il fatto che si presentano solo nel giorno della cresima e dato il regalo tutto è finito deve terminare.E’ necessaria una catechesi illuminata che aiuti a sfatare questa diffusa e radicata opinione sul ruolo del padrino e creare una nuova mentalità che veda nel padrino un padre, una guida e un maestro di vita spirituale.Il padrino ha un compito di grossa responsabilità: aiutare il suo figlioccio a progredire ogni giorno con sicurezza e agevolmente nella sequela e nella testimonianza di Cristo e della Chiesa.

E dopo la Cresima?E’ assai opportuno e utile che i cresimati abbiano, possibilmente con i loro catechisti e con il parroco, periodici incontri di preghiera e di verifica.Ove c’è la possibilità potrebbero inserirsi in una associazione, in un gruppo o in un movimento ecclesiale per poter seriamente progredire nella sequela a Cristo e nel servizio della Chiesa e dei fratelli.E’ bene anche affidare loro dei compiti ben precisi, liturgici, caritativi, cultuali, ad essi adatti nella comunità parrocchiale perché vengano sollecitati a vivere la grazia e i doveri ricevuti nel giorno della loro Cresima.

Categorie: Vita Parrocchiale